Quanti hanno avuto la fortuna di avvicinare e vivere con P. Pasetti conoscono le sue molte qualità, sanno che è un bravo religioso e un ottimo sacerdote, che ha delle abilità sorprendenti come archivista e porta con sé l’onore di aver condotto a buon fine la causa di canonizzazione del nostro Fondatore S. Giuseppe Marello. Ma quelle non tanto conosciute sono le sue dotti come … detective.
   Il primo stupore si affievolisce quando pensiamo ad altre figure di sacerdoti che trovarono una deliziosa compatibilità tra il lavoro del religioso e dell’investigatore. Non che facessero i poliziotti, ma usavano l’abilità di osservazione e la capacità di deduzione per il bene di quelle anime che avevano a che fare con crimini e misteri. Solo a pensarci il tunnel del tempo ci riporta nel 1969, quando andava in onda in Gran Bretagna "Secret Service", con le avventure spionistiche di Padre Stanley Unwin, un parroco di campagna trasformato in agente della British Intelligence. Poi troviamo "I ragazzi di padre Tobia", una serie televisiva italiana ideata da Mario Casacci e Alberto Ciambricco trasmessa tra il 1968 e il 1973. I protagonisti erano padre Tobia e il suo sacrestano Giacinto. Con l'aiuto dei ragazzi della parrocchia e di Giacinto, il sacerdote si ritrova a vestire i panni del detective e a risolvere una serie di veri e propri "gialli". Segue l’indimenticabile "Padre Brown", sacerdote cattolico e detective, protagonista di diversi racconti gialli dello scrittore britannico Gilbert Keith Chesterton: in Italia è noto soprattutto attraverso l'interpretazione di Renato Rascel nella miniserie televisiva del 1970: "I racconti di padre Brown". Ma nessun personaggio letterario o mediatico, è il caso di dirlo a chiare lettere, può gareggiare in arguzia con il nostro P. Pasetti. Neanche quelli venuti dopo …  Pensiamo ora a "Le inchieste di padre Dowling", una serie tv poliziesca, con il simpatico Tom Bosley, recentemente scomparso, nei panni di un prete cattolico che si improvvisa investigatore a Chicago. La serie è andata in onda in Usa dal 1987 al 1991. Ricordiamo ancora "Un prete tra noi", una fiction di Canale 5, più sociale che investigativa, in onda tra il 1997 e il 1999. In essa Massimo Dapporto è don Marco, un sacerdote cattolico che diventa cappellano ed esercita la sua attività nelle carceri. Più recente è la fiction italiana in onda su Raiuno dal 1999, "Don Matteo". Il protagonista, un parroco della Chiesa di San Giovanni di Gubbio, ha un innato talento per le indagini e una profonda conoscenza dell'animo umano. E si aspetta per il 20 aprile 2013, su rete 4, Monsignore Simon Castell, un gesuita con uno speciale talento per l’investigazione, tanto da essere mandato dal Vaticano in missione ‘speciale’ quando vengono commessi dei reati che hanno a che fare con personaggi legati alla Chiesa. Ma noi ancora scommettiamo che neppure questi recentissimo personaggio potrà pareggiare con P. Pasetti.
   Naturalmente non si può fare un’affermazione del genere senza raccontare almeno uno dei suoi casi felicemente risolti, così come non si può presentare un cantore senza far sentire la sua voce. Perciò a illustrare questa rivelazione della sconosciuta faccia del novantenne ho scelto il Caso del “Testamentino”.
   Tutto ebbe inizio da un proposito ascetico del nostro Fondatore: “ogni sera, prima de coricarmi, leggere qualche versetto del testamentino”. Semplice e bello, ma di che cosa parlava? P. Pasetti non si è lasciato intimidire. Dopo alcune indagini iniziali era arrivato ad avere letteralmente nel palmo della mano un minuscolo libretto dal titolo: Novum Iesu Christi Testamentum. Sarebbe quello il testamentino di cui parlava il giovane Marello? Da buon detective aveva fiutato che le evidenze erano favorevoli alla ipotesi. Per Sherlock Holmes sarebbe bastato. Il caso andrebbe oramai chiuso. Ma non per P. Pasetti. Per lui il rigore scientifico esigeva ulteriori conferme.
   E si susseguirono delle notti mal dormite o del tutto insonni. P. Pasetti pensava fra sé: “Sento che la risposta sta proprio nel libretto, ma non riesco ad afferrarne il senso …” E mentre osservava per l’ennesima volta il reperto, comincia ad ammirare la costituzione fisica del libretto: la legatura, la copertina, le pagine, i fascicoli … e continua, notte dopo notte:  i caratteri, i segni del tempo, le graffiature … e ancora: la contro copertina il risguardo giallo, i tagli, l’unghiatura, la contro copertina rosa … la che cosa? Ooops! Come mai la contro copertina all’inizio del libro è gialla e alla fine diventa rosa?
   A P. Pasetti, gli si fa l’alito grosso, gli prendono i brividi, gli occhi si fanno luminosi. Scende in cucina, mette dell’acqua a scaldare e quando è già in ebollizione, espone al vapore la prima contro copertina del libro. Pazienza per non sciupare il reperto. A questo punto già non respira più, finché la carta invecchiata comincia a scollarsi, comincia a separarsi la contro copertina e a un tratto: Eureka. Appare nitido in nota calligrafia il nome: Marello Giuseppe.
E P. Pasetti tornò a dormire. P. Alberto Santiago OSJ

20 Febbraio 2013: Casa generalizia in festa

per i 90 anni di P. Mario Pasetti 

LA FACCIA SCONOSCIUTA DEL NOVANTENNE 

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