Accompagnando P. Michele Piscopo, il Superiore Generale, per la sua Visita Canonica insieme a P. Guido Miglietta alla nostra cara Provincia St. Joseph delle Filippine, dal 26 luglio al 11 ottobre 2012 ho potuto conoscere di più la realtà concreta della vita e attività dei i confratelli. In questa mia visita ho avuto modo di vedere lo sviluppo della Congregazione sia nel numero delle vocazioni che la qualità della formazione dei confratelli. Sono contento di condividere con voi alcune cose riguardo alla formazione.
 

   Le Filippine sono le porte d'Oriente della Chiesa Cattolica. I Primi missionari cattolici vi arrivarono nel 1521. Dopo una storia di quasi 500 anni oggi la Chiesa gode la presenza dei 68 milioni di cattolici, cioè l'80% dell’intera popolazione del paese. Il Signore ha aperto la porta agli Oblati di San Giuseppe nel 1915. Quindi noi abbiamo una bella storia di 100 anni nelle Filippine e ora la Provincia si sta preparando per celebrare il primo centenario della nostra missione. Sono stati anni di grazie che Dio ha donato con immenso amore alla Congregazione e alla Chiesa locale. E’ una occasione di lodare e ringraziare il Signore, specialmente della grazia delle vocazioni che abbiamo ricevuto in questi anni. Oggi nella Provincia ci sono 107 confratelli di Voti Perpetui tra cui 8 fratelli religiosi. Nelle case di formazioni abbiamo: 50 seminaristi nel seminario minore, 11 orientanti, 62 Filosofi, 8 postulanti, 7 novizi e 19 Teologi.
 



La pastorale vocazionale
 

   La vocazione sacerdotale e religiosa è un mistero. Dio chiama chi vuole, quando vuole e come Lui vuole. “Gesù chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demoni”(Mc 3,13-15). La vocazione è un dono gratuito di Dio. A questo appello l’uomo risponde con impegno e si mette a disposizione del Signore accettando un cammino di formazione. Il Signore ha sempre bisogno dei discepoli per continuare la missione di Salvezza. “Gesù disse ai suoi discepoli: La messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone delle messe che mandi operai nella sua messe!”(Mt.9, 37-38) La Chiesa Filippina ha bisogno di tanti ‘operai’ Mons. Broderick Pabillo, vescovo ausiliare di Manila e presidente del Segretariato nazionale per l'azione sociale (Nassa) della Conferenza episcopale filippina (Cbcp), diceva già nel 2009 che la Chiesa in Filippine affronta una crisi vocazionale. Un documento della Conferenza episcopale indica che sono necessari almeno 25mila sacerdoti per servire i 68 milioni di fedeli sparsi per il Paese. Secondo i vescovi ogni prete dovrebbe servire 2mila parrocchiani. Mentre nella situazione attuale in Manila, c’è solo un sacerdote per ogni 20mila fedeli, secondo il rapporto della Conferenza episcopale. E nei seminari in genere, il numero dei seminaristi sta diminuendo. Quindi i vescovi invitano i genitori a educare alla fede e lasciare liberi i figli di cercare e seguire la propria vocazione. Mons. Pabillo nota che molti genitori, infatti, frappongono ostacoli perché temono che non si potranno prendere cura di loro nella vecchiaia.

   Nonostante questo il Signore sta benedicendo la provincia degli Oblati di San Giuseppe con nuove vocazioni. Noi abbiamo un bel numero di ragazzi che entrano nel nostro seminario ogni anno. Due confratelli -un sacerdote e un fratello- a tempo pieno si dedicano all’animazione vocazionale, visitando le scuole, parrocchie e famiglie, scrivendo, organizzando incontri e giornate di esperienza vocazionale. E’ molto incoraggiante vedere che i confratelli che lavorano nelle parrocchie e scuole si impegnano a promuovere le vocazioni. Grazie a questa testimonianza gioiosa della vita religiosa e sacerdotale e al coordinamento delle forze numerosi giovani si animano ad entrare nel nostro seminario.

La formazione nel Seminario minore
 

   La Chiesa prevede un periodo di formazione anteriore al postulato: I candidati di questo periodo si chiamano “Aspiranti o Probandi”. Nel passato nella nostra Congregazione si chiamavano “Carissimi”. La Congregazione mantiene ancora questo periodo di formazione in diverse Province e e Delegazioni. Così abbiamo nelle Filippine due Seminari prima del Postulato. Secondo il nostro ‘Progetto Formativo per l’Aspirantato’: "…l'aspirantato coincide, nella Scuola Apostolica e Propedeutica, al Seminario Minore o High School, Universitario, e al Corso Filosofico a seconda del programma formativo delle singole province. Esso dura da uno a sette anni e offre ai candidati un ambiente profondamente cristiano, idoneo non solo per una verifica seria della volontà di Dio su ciascuno, ma anche per individuare germi di chiamata alla vita religiosa e sacerdotale nella Congregazione degli Oblati di San Giuseppe (Cost. 91; Rg. 57).

Il seminario minore di San José
 

Il nostro Seminario Minore a San Josè, Batangas, è aperto ai giovani, in età corrispondente alla scuola media e superiore. In esso vi trovano un ambiente favorevole finalizzato a precisare, definire, proteggere e sviluppare la chiamata del Signore “Prepararsi a seguire Cristo Redentore con animo generoso e cuore puro”: questo è lo scopo del Seminario minore indicato dal Concilio Vaticano II nel decreto Optatam Totius.
E’ la prima esperienza formativa ed educativa vocazionale dei giovani fuori della loro propria famiglia. Quindi è necessario avere dei formatori ben preparati per svolgere questo ministero. E’anche molto importante la testimonianza della la collaborazione e interdipendenza tra i diversi membri dell’equipe sotto la guida del Rettore. Il Programma formativo favorisce in modo particolare la formazione umana, culturale e spirituale che condurrà il giovane a intraprendere il cammino del Seminario Maggiore con una base adeguata e solida.
Nel seminario minore di San Josè attualmente ci sono 50 seminaristi distribuiti su quattro anni: 17 nel primo anno, 10 nel secondo, 7 nel terzo e 16 nel quarto. Un gruppo di 5 confratelli a tempo pieno e di laici si prendono cura, da educatori, della formazione spirituale, intellettuale, culturale e umana dei candidati. Allo stesso modo, lo spirito di famiglia e di allegria e i momenti di attività sportiva e ricreativa animano la vita quotidiana. I seminaristi minori sono regolarmente iscritti alla scuola nedia.





Il seminario degli orientanti e di filosofia a Marawoy
 

   La tappa successiva del cammino della formazione si realizza a Marawoy, Lipa City. Qui si inizia con l’orientamento. Ci sono quelli che vengono del seminario di San Josè e quelli che entrano dopo aver finito la scuola superiore o università a casa propria. In quest’anno ci sono 11 in questo gruppo. Di seguito si fa il corso di Filosofia di quattro anni. Al momento abbiamo 22 nel primo anno, 10 nel secondo anno e 13 nel terzo e 17 nell’ultimo anno.
In genere l’ambiente nelle case di formazioni è sereno e tranquillo. Ho visto la collaborazione attiva e la testimonianza gioiosa dei confratelli, l’unità tra formatori e membri della comunità e corresponsabilità dei genitori e collaboratori laici nelle attività formative. Questa porta alla realizzazione dell’insegnamento della Chiesa sulla formazione: “Gli alunni, sotto la guida paterna dei superiori, coadiuvati opportunamente dai genitori, conducano un tenore di vita conveniente all’età, allo spirito e allo sviluppo degli adolescenti e in piena armonia con le norme della sana psicologia, senza trascurare una conveniente esperienza delle cose umane e i rapporti con la propria famiglia”.(Beato Giovanni Paolo II, Pastores dabo vobis, 63).
Negli incontri semestrali di formatori e insegnanti con i genitori si fa anche la valutazione dei vari aspetti della formazione. In altre parole si nota un vero accompagnamento da parte dei genitori e dei formatori nel cammino della maturazione umana e del discernimento vocazionale del giovane seminarista.

Padre John Attulli OSJ

Un mondo pieno di vitalità tra gli Oblati nelle Filippine

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