Vale educare all'amore

Troppo spesso si parla dei giovani in modo negativo e con superficialità. Erminia Del Prete, insegnante di Spagnolo, presso II.SS. “P. Calamandrei” di Sesto Fiorentino, parla della sua esperienza.
 

Chi è l’educatore?

   L’educatore è colui che per amore serve e per primo incarna ciò in cui crede. Per questo motivo, noi insegnanti siamo chiamati a riflettere e a lavorare per rilanciare l’idea di educazione e delle sue finalità.
 

Oggi l’educazione deve riportare speranza nei giovani.
   Le notizie che ci arrivano dai mass media presentano un quadro allarmante del mondo preadolescenziale, addirittura bambini che cominciano a bere a dodici anni e il primo rapporto sessuale è a tredici.
Il quadro che emerge è quello di una comunità giovanile priva di valori e di punti di riferimento, volta al consumismo, all’esaltazione del corpo e della sessualità.
  I giovani sono anche influenzati dai messaggi diffusi dai mezzi di comunicazione, sono lo specchio della cultura moderna occidentale fondata sulla promessa di un futuro basato sulle cose e sull'avere.
Per questo spesso in noi educatori c'è un'incertezza che ci porta a vivere il mondo giovanile come una minaccia e talvolta ci spinge a rinchiuderci.
   Non è sempre così! Ci sono tanti giovani aperti all’amore, alla solidarietà, alla condivisione, solo che questi non fanno notizia.
    A mio avviso, l’educazione è “una questione di amore”, quell’amore che rende forti ed educa alla pace. Proprio per questo, per noi insegnanti ogni incontro con i ragazzi a scuola dovrebbe essere un momento di educazione all’amore.
    Certo che questa linea educativa è una sfida impegnativa.
   Quando penso che molti ragazzi oggi sono lasciati in balìa di se stessi, quando sento che spesso sono calunniati e duramente giudicati nelle loro “leggerezze”, quando vedo che essi sono preda facile, mi si stringe il cuore.
   Quando penso che essi vivono in una società che incoraggia loro ad un individualismo rampante, vorrei urlare…BASTA!!!
   Quando vedo che vivono una cultura che sta producendo una generazione di narcisisti la cui maggiore preoccupazione sta nello spettacolarizzare le  emozioni, arrivando perfino a banalizzare i sentimenti, vorrei abbracciarli tutti con tanto affetto.
   Per questi motivi noi insegnanti non possiamo stare a guardare, non possiamo solo trasmettere contenuti e “tirar fuori” le abilità che serviranno nel mondo del lavoro…NON BASTA!
 Noi insegnanti dobbiamo essere attenti anche ai cambiamenti e alle necessità personali-formative dei  nostri alunni, aiutandoli ad incamminarsi sulla strada delle esperienze della vita con spirito di gioia, fratellanza e desiderio di bene.
   E’ necessario “formare” non solo la mente ma anche lo spirito dei giovani, noi insegnanti dobbiamo convincerci che nonostante i problemi, le sfide e ancor più la corruzione dilagante, nei nostri ragazzi c’è il desiderio di una vita più umana. Bisogna far sì che l’educazione all’amore trovi il suo ruolo centrale nella scuola per portare speranza, per offrire un modello di vita che realizzi pienamente la persona umana.
   Oggi l’educazione è in crisi proprio perché è in crisi quell’amore vero, duraturo, costante che costruisce l’identità dell’uomo e della donna. I giovani, e non solo, stanno smarrendo la speranza e il senso del proprio vivere.
Per questo motivo, a mio avviso, è necessario parlare di solidarietà, di comunione e di condivisione, per far nascere in loro fiducia, interesse, curiosità che portano a stimolare la crescita umana ed interiore.
   Noi insegnanti dobbiamo fortificare, quindi, la nostra vocazione interrogandoci sui problemi di oggi ed aprirci alle varie realtà della società e della cultura. Dobbiamo offrire anche altre opportunità ai nostri alunni, come per esempio indirizzarli a donare parte del loro tempo ai più bisognosi e ai meno fortunati. Ecco perché da più di 13 anni seguo un'attività di “Scuola e Volontariato” nel mio Istituto. La risposta dei ragazzi è stata sempre sorprendente. All'inizio dell'anno propongo loro i vari servizi a cui possono accedere: Casa di prima Accoglienza-S. Chiara-Caritas Sesto Fiorentino, Residenza Permanente per Anziani “Villa Solaria”, sostegno per bambini con difficoltà scolastiche presso Scuola Media Statale “G.Cavalcanti”, Residenza per Anziani “La Mimosa” di Campi B., Centro Diurno per anziani “Macramé” Campi B., sostegno a genitori con bimbi diversamente abili.

 

Alcuni ragazzi dell'attività “Scuola e Volontariato” si raccontano


   Ci siamo avvicinati al volontariato grazie alla prof.ssa Erminia Del Prete che, passando per le classi, ci ha convinti ad intraprendere questa attività.
   Siamo studenti dell' IISS “Piero Calamandrei” di Sesto F.no,  facciamo parte dell'attività “SCUOLA E VOLONTARIATO” . Inizialmente alcuni di noi erano scettici al riguardo, perché pensavamo che potesse sottrarre parte della giornata allo studio e al tempo libero. Con il passare dei mesi ci siamo appassionati a questa nuova esperienza grazie anche alla tenacia della prof.ssa senza la quale non avremmo aderito .



   “Sono Andrea Luciani, ho 17 anni, sono in IV, nel mio tempo libero gioco a calcio in una squadra di Firenze, mi alleno due volte a settimana e nel weekend ho le partite. Nonostante questi impegni, l'anno scorso decisi di intraprendere l'attività di volontariato con Matteo Cresci, un mio compagno di classe. La prof.ssa Del Prete ci propose molti servizi nelle varie strutture locali, noi decidemmo di aiutare i ragazzi della Scuola Media “G. Cavalcanti” nell'esecuzione dei compiti. Questo è il secondo anno che facciamo questo servizio, una volta a settimana per due ore da ottobre a fine maggio.
   Aiutiamo loro a fare i compiti per il giorno dopo, ma un aspetto davvero positivo è che tra noi si è instaurato un rapporto d'amicizia, da fratelli maggiori, supportato da tanto rispetto. Alterniamo i momenti in cui scherziamo a momenti in cui facciamo lezione e ci impegnamo. Siamo molto orgogliosi quando la referente della Scuola Media “G.Cavalcanti” la Prof.ssa P.Macis ci dice che la nostra presenza costante serve anche a togliere tanti bambini dalla strada e a consentire loro di provare a costruirsi un futuro migliore. Questo ci dà tanta gioia e soprattutto l'impulso a ripetere l'esperienza anche il prossimo anno.”



   “Sono Elena, ho 18 anni. Frequento la IV, mi piace molto ascoltare la musica. Il sabato esco con le mie amiche, andiamo in discoteca o al cinema. Torno a casa verso le 4.30 se andiamo a ballare. Lo studio non é la mia grande passione, però me la cavo.. ero in prima, quando la Prof.ssa Del Prete ci propose questa iniziativa: impegnare due ore del nostro tempo in attività di volontariato. Ci presentò varie possibilità tra cui stare con i bambini della Casa Famiglia di Castello. Essendo di Campi, in un primo momento ebbi un po' di perplessità per la distanza, poi la curiosità di fare qualcosa di diverso dal mio quotidiano (casa, scuola), accettai. Per me fu un'esperienza impegnativa vista la mia giovane età. In III invece, più consapevole e anche più capace di organizzarmi i tempi  e gli spostamenti, scelsi di fare il volontariato alla “Mimosa”, struttura permanente per anziani a Campi, dove tuttora opero attivamente. Vado tutti i giovedì due ore. E' un servizio che mi sta molto a cuore ed è per questo che continuo a farlo. Ho conosciuto molte persone anziane in questi anni, alcune non totalmente autosufficienti, altre autosufficienti ed ancora giovani dentro. Ho ascoltato molte delle loro storie tristi e felici, si confidano con me come se fossi una loro grande amica, forse perché non hanno nessuno a cui raccontarsi. Mi mette gioia tutte le volte che arrivo lì ed il loro volto si illumina, il loro sorriso mi gratifica e mi riempie. Cerco di farli sorridere e divertire facendoli giocare a tombola, un gioco che a loro piace molto. Leggo loro, anche molte storie. Mi commuovo quando sorridendo mi abbracciano e mi baciano, come se fossi la loro nipotina. Quando però sto per andare via, quel sorriso scompare  immediatamente e quasi in coro, mi domandano quando torno.
   E' un servizio che mi riempie di gioia e sono sicura che continuerò a farlo anche quando sarò fuori dalla scuola”.

   “Salve siamo Sara Inserillo e Melania Fedi, siamo due ragazze solari e simpatiche.
   Ci piace uscire il sabato pomeriggio e andare al cinema. Ci piace inoltre, stare con i bambini. Grazie alla Prof.ssa Erminia Del Prete, insegnante de nostro Istituto, abbiamo iniziato una nuova avventura presso il Centro di Prima Accoglienza Caritas S.Chiara di Sesto F.no. Due volte a settimana, per due ore, andiamo a far compagnia ai bambini che, per vari motivi, sono ospiti in questo Centro. Giochiamo, aiutiamo loro a fare i compiti, ma soprattutto ci divertiamo insieme. I bambini che ci sono adesso sono molto affettuosi, appena varchiamo la soglia della casa, ci vengono incontro  con tanta gioia. Spesso ci invitano a rimanere a cenare con loro. Sono molto dispiaciuti quando andiamo via.
   Secondo noi questa esperienza ci ha fatto capire che questi bambini, anche se più sfortunati perchè non hanno una loro casa o perchè stranieri, o perchè devono vivere le regole della comunità in cui sono costretti a vivere, sanno dare molto affetto, più di quanto non riusciamo a dare noi che viviamo, o pensiamo di vivere una situazione di “normalità” . Consigliamo a tutti questa esperienza anche per conoscere una realtà diversa dalla nostra.
   Questi bambini ci hanno insegnato tre cose: essere sempre contente, impegnarci nella semplicità ed essere determinate a raggiungere ciò che desideriamo.”



   Da questa settimana 12 ragazzi socializzeranno con un bambino di 4 anni cerebroleso e ipovedente. Con entusiasmo essi hanno risposto al mio invito a fare questa esperienza di solidarietà, ma soprattutto a rispondere SI' ad una richiesta di aiuto.

Erminia Del Prete
e i ragazzi del volontariato.

Le esperienze dei giovani dell' IISS “Piero Calamandrei” di Sesto Fiorentino. 

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